il tempo, dove il pensiero è l’atto del creato, dove ricercar la verità è ritrovar se stessi come conquista d’un tesoro nascosto.(Aaronn)

lunedì 2 aprile 2012

Sa oghe e Maria-Piero Marras & Dionne Warwyck @ Juannusai

Sa lunas istanotte
in chelos danneu:
sa mala fortuna
est contras a Deu.

Sas fozas dolia
no rezen su nie:
est una traschìa
de die pro die.

Sa oghe e Maria
est una ninnia:
su nìnnidu lentu
ammajos dammentu.

Olvìdat sanneu
su pòpulu meu.

Sammentu si chandat
che abba in su riu
sa vida non colat
che raju in sistiu.

Sucutosa de lughe
in soru e sa nue:
su sole che jughe
in chelu totue.



La luna stanotte in cieli di sofferenza: il male è sempre contro la volontà di Dio.
Le foglie dulivo non resistono alla neve : è una tempesta, giorno dopo giorno.
La voce di Maria è un canto di culla: la melodia lenta, magia dei ricordi.
Il mio popolo dimentica il dolore. Il ricordo se ne va, come acqua nel fiume, la vita ci sfugge come un lampo destate. Singhiozzi di luce vicino a una nuvola : porta il sole dovunque nel cielo

Maria Carta.
di Piero Marras e Paolo Pillonca

E t'Amo




Su Deu Onnipotente
pode cun sa mano anninnai su fizzu de su prantu
in qust'ore de disizus d'amore
t'Amo
commente una gloria et felicidadi.
In sa semana ch'arriba
mi oscurada sa vista e su gosu.
A fizzu meu, a su fizzu allenu, a totus chi connoscente
lagrimas de entu
t'Amo
commente su basu de Santu in sa corona stimada de su Ghelu

Janas

Traduzione:

Dio Onnipotente
possa con la sua mano ninnare il figlio del pianto
in queste ore di desideri d'amore
t'Amo
come una gloria e felicità.
Nella settimana che arriva
mi si oscura la vista e la gioia.
A mio figlio, al figlio d'altri, a tutti coloro che
hanno conosciuto le lacrime del vento
t'Amo
come il bacio del Santo nella corona santa del Cielo.

Janas

lunedì 24 ottobre 2011

Tempi duri per le troppo buone (sui sardi e donne sarde)

E già questi sono tempi duri per i troppo buoni. Occorre essere maleducati, scostumati, bugiardi, ipocriti, essere nulla facendti ed ignoranti.
Io preferisco stare dalla parte opposta.
Non per questo  mi reputo una perdente. Riesco però a perdonare, a buttare tutto alle spalle anche se gli ignoranti credendosi intelligenti usano mezzucci per attentare alla mia serenità.
Non sempre il sorriso é l'arma migliore, ma stare alla larga dagli ignoranti é doveroso.
Dicono che noi sardi, abbiamo un carattere forte, granitico, che le donne lo hanno ancora di più.
Non hanno tutti i torti.
Ma non siamo tutte uguali.
"Centu concas centu berrittas", questo é un nostro proverbio che ci azzecca, nel senso che per cento teste ci sono cento berretti.
Siamo tutti diversi.

(janas e bruxias)

 Oneste sono di solito, ma senza ipocrite timidezze, le donne, soprattutto quelle del centro dell'Isola che ancora celano il fascino della loro bellezza sotto le lunghe gonne a pieghe o le cappe dei loro costumi o chiudendo il viso opaco fra le tende bianche o gialle all'uso saraceno. Religiose quasi tutte, ma non così stolidamente superstiziose come quelle di altre regioni e mai vili verso i potenti né verso sé stesse: « La felicità consiste — scrisse Grazia Deledda — nel poter dire ogni sera: non sono stata vile». La musica, arte primordiale e universale, esprime certamente l’anima di un popolo; ed è nella musica che si può soprattutto rintracciare la particolare impronta del carattere sardo.
«S'a-store pianghende
volat altu in su chelu
tintu a colore grogu.
Pronte in sa chisina
si no ti so pensende
brujat ancora fogu? »

Traduzione in italiano : <<L'avvoltoio col suo canto singhiozzante vola alto nel cielo tinto di giallo. Perché, nella cenere, se più non ti penso, brucia ancora il fuoco?>>

Canti tristi che soltanto talvolta si accendono di sarcasmo e vibrano di invettive; di solito restano malinconici come malin­conica è l'anima sarda che tuttavia non è rassegnata né prona al destino né ciecamente fedele ai potenti. I Sardi hanno il senso della lealtà e il sentimento dell'onore.
(  Mario Berlinguer )

lunedì 17 ottobre 2011

Fabrizio De Andrè conosceva già Brunetta!!!!


Fabbrizio de André é stato un cantautore lungimirante. Aveva capito tutto dalla vita. Chi sale al potere diventa a volte spietato, non guarda in faccia nessuno, se può fa le scarpe al suo vicino, frustrato da bruttezza anatomica di fatto trova come capro espiatorio l'Italia tutta. Bell'affare.
Il Ministro Brunetta in base ad un sondaggio di tiscali, é alto/basso 1.42 com, si é omessa l'altezza della novella sposa per renderlo meno ridicolo...
Mah! L'amore non guarda ne età e neppure sesso, figuriamoci l'altezza!

(senza parole) 

Su scrixoxiu


Inutile dire che solo chi é sardo, sa il significato di questa parola. Significa semplicemente scrigno o gran tesoro.
Ricordo quando ero bambina che il nonno di mio cugino lo aveva sul pavimento. Praticamente nei tempi antichi i ricchi usavano cementare nel pavimento de sa lolla (loggiato) le monete d'argento.
Bé, mi sorprese vederlo con i miei occhi e non solo raccontato dai miei nonni. Sorrido e penso a quel che si potrebbe mettere sul pavimento oggi giorno, se non quei piccoli centesimini ramati che, non valgono un soldo bucato. Altro che scrixoxu!

mercoledì 10 agosto 2011

Jana Mei e le janas Turris




Con un battito leggero di mano, Jana Mei la Madre, chiamò a sé tutte le sue sorelle.  Arrivarono tutte nella Piana Jennas. Giunsero per prime le jans de Aria  con ali simili a  farfalle, posarono piede accanto al pozzo sacro di Sennori. Come bellissimi pavoni cosparsero di arcobaleni il cielo. Giunsero anche le janas de Acqua eterne custodi dei fiumi, delle sorgenti, dei laghi e dei mari, che amavano donare gioia  danzando sulle superfici d'acqua. 
Jana Mei parlò a tutte le janas Turris. 
Sopraggiunsero dai boschi le protettrici  della Natura le più legate all'Isola, le janas de Fogu: le più mutevoli, capricciose e suscettibili creature che Madre Terra avesse mai creato. 
Quando furono tutte riunite attorno a lei, Jana Mei parlò.
“Sorelle vi ho riunito tutte perchè Sardinya ha bisogno del vostro aiuto. Vorrei che tutte voi vi uniste a me rafforzando gli antichi saperi”.
Un attimo di silenzio  calò fra tutte le janas che si guardarono tra loro in attesa del comando. 
 Ninnia e Giosa, esclamarono:”Mia Signora, verremo con te”.
Lalla, Chicchi, Fresia, Pardula, Sennora erano coloro che avevano acquisito l'arte del muta aspetto. Sisi, Murta e Terenzia amavano solcare i mari come i pesci…Babi, Sorga e Bentu protettrici della Natura, conoscevano ogni angolo sperduto, il sottosuolo, ogni piccolo essere indifeso era un loro figlio.
"Sorelle, ognuna di voi possiede un dono meraviglioso che deve mettere al servizio di Sardinya per sempre. Vi chiedo di seguirmi verso un lungo viaggio. Ci metteremo in marcia  prima che i soli di Sardinya riscaldino i cieli. Conto sulla vostra fede, nella vostra forza, perché solo insieme possiamo sconfiggere Su Mommotti”.